Parlateci della Lombardia

(Tommaso Merlo) – I cittadini hanno diritto di sapere tutta la verità su quanto è successo in Lombardia. Tutta. I magistrati faranno la loro parte, ma la politica ha il dovere di fare la sua e di andare fino in fondo. La verità la si deve ai morti ma anche ai sopravvissuti e ai cittadini di domani. Vanno individuati errori e responsabilità, bisogna capire cosa non ha funzionato e rimediare in modo che certe tragedie non si ripetano mai più. La Lega non sembra però d’accordo e in parlamento ha scatenato la bagarre. Vorrebbero coprire tutto, per convenienza politica. Se la strage fosse successa in una regione non governata da loro si sarebbero presentati in parlamento con le magliette con scritto sopra parlateci di quello e di quell’altro e si sarebbero precipitati in piazza a far pagliacciate contro un governo che nasconde la verità al popolo sovrano. Ma la pandemia ha colpito il fortino lombardo, là dove la Lega è nata e comanda da decenni. Bacini di voti, intrecci consolidati di potere e grandi interessi. Un sistema che ha alimentato la leggenda metropolitana della Lombardia come “modello di buon governo” gestita dalla migliore classe politica del paese e col sistema sanitario tra i più avanzati ed efficienti al mondo. Un sistema che fino a qualche mese fa sembrava indistruttibile ed invece il virus ha mandato penosamente in frantumi. Migliaia di morti, migliaia di falle, migliaia di dubbi. La verità è un diritto dei cittadini e un dovere della politica, ma la Lega si arrocca nel suo fortino, teme che la leggenda lombarda si trasformi in una triste barzelletta e scarica disperatamente le colpe su Roma. Si difende contrattaccando, istericamente. Come se la Lombardia e i suoi abitanti fossero “loro”, quelli vivi e quelli morti e non fossero invece italiani. E non fossero invece esseri umani che meritano giustizia e che il loro sacrificio non sia stato vano. La verità è un diritto dei cittadini e un dovere della politica, ma la Lega teme di perdere voti e vorrebbe che la politica si giri dall’altra parte e che tutto finisca nel dimenticatoio. Così alle prossime elezioni potranno scaricare le colpe sul governo Conte e il loro sistema di potere potrà riprendere come nulla fosse. Ma la strage è stata di una tale gravità che certe furbate potrebbero non funzionare. A voler conoscere tutta la verità sono prima di tutto i lombardi, tutti coloro che hanno pagato un prezzo carissimo e se ne fregano di certi giochetti politici. I lombardi come tutti i cittadini italiani. Perché la verità è un diritto dei cittadini e un dovere della politica. Se il regionalismo sanitario ha fallito, la politica ha il dovere di metterci mano. Se una sanità a trazione privata ha fallito, la politica ha il dovere di metterci mano. Vanno individuati errori e responsabilità, vanno prese le opportune decisioni, in modo che certe tragedie non si ripetano mai più. Altro che ipocrita propaganda, altro che omertà. Parlateci della Lombardia.

11 replies

  1. Perchè additare Lega e i suoi dirigenti regionali come corresponsabili della strage avvenuta in Lombardia, e purtroppo non ancora conclusa, quando tutti sanno che la colpa è della Raggi?

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  2. Luciano Liggio capo di Salvatore Riina fu arrestato il 16 maggio 1974 in una casa di via Ripamonti a Milano. nel 1970 Liggio si recò a Zurigo, e Milano per partecipare ad alcuni incontri insieme agli altri boss per discutere sulla ricostruzione della “Commissione”, da Milano coordinò i sequestri dell’industriale Pietro Torielli a Vigevano e del conte Luigi Rossi di Montelera a Torino, fu coinvolto nel clamoroso rapimento di Paul Getty III, grazie ai suoi legami con Mico Tripodo, boss della ‘ndrangheta.
    MA PER ANNI I POLITICI LOMBARDI DICHIARAVANO CHE LA MAFIA IN LOMBARDIA NON ESISTE. Fate il paio con i polirici di adesso con le dichiarazione sulla sanità LOMBARDA. Di chi pensate sia la montagna di denaro investita negli anni in quel settore? fate 2+2 e capirete perchè i LEGHISTI siano così sensibili sull’argomento.

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