Di Matteo sta a Falcone come “orgia grillina” sta a Bonafede

(Marco Giannini) – Qualche anno fa, tra i princìpi sbandierati orgogliosamente dal M5s (e lo so bene avendone fatto parte 5 anni) c’era quello che, in caso di sospetto, soprattutto per questioni di Mafia, ci si dovesse “dimettere anche se puliti”. Lo dichiarava 3 anni fa proprio Alfonso Bonafede. Questi valori, insieme a molti altri, sono stati abbandonati lasciando il posto all’idolatria del leader col fazzolettino e col pettine nel taschino. Siamo passati dal civismo, dall’esaltazione del senso critico, del cittadino che entra nelle Istituzioni presentando le richieste dal territorio (termine ormai scomparso dalla narrazione), al Giuseppe Conte non eletto, al venuto “dal nulla” (dal megacardinale Parolin, dai gesuiti ecc) proposto addirittura come capo politico ma… nemmeno iscritto al M5s!

NINO DI MATTEO MAGISTRATO ALFONSO BONAFEDE POLITICO

Ed è proprio in questo clima, in cui la mente critica è sottomessa ad una isterica ipnosi collettiva, che si nutre il muro di gomma.“ La Mafia vive di segnali” ha affermato il Ministro Bonafede in Senato ma con i segnali spesso Giovanni Falcone la combatteva, aggiungo io.  Se c’è una cosa in cui Nino Di Matteo somiglia al giudice assassinato è proprio in questo modus operandi, per i segnali, più che per i ruoli Istituzionali (https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/05/09/pentito-mutolo-matteo-come-falcone_lsyXIAEyki0DXwHDUzjEeL.html). Questa considerazione mi è arrivata immediatamente, in modo epidermico, proprio nello stesso momento in cui, il giudice 59 enne, ha rivelato le presunte pressioni (o “trattativa” che dir si voglia) dei boss mafiosi per non averlo al DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria). Ho pensato “ma non è che Di Matteo abbia agito così perché ha voluto dare un segnale ai cittadini sulla recente scarcerazione dei mafiosi, per informarli del fatto che nel governo si respira un’aria più accomodante verso la criminalità organizzata?”. I giudici “di periferia” non scarcerano dei boss di punto in bianco, senza che ai piani alti, quelli governativi, lo si sappia in anteprima e senza che da essi provenga, quanto meno, un tacito quanto chiaro, assenso.

In effetti si ha la sensazione di un muro di gomma indistruttibile, interessato e quindi omertoso (dal Reddito di Cittadinanza alle poltrone delle aule parlamentari), complice anche la crisi del Covid-19 che ha azzoppato temporaneamente la normale vita democratica nel paese.Queste, giuste o sbagliate, furono le prime considerazioni che avvertii, che mi saltarono in mente, eppure ho taciuto un mese per cercare di capire meglio e per non unirmi al coro di questa o quella parte politica.

Ecco! Io certezze non ne ho, ma vorrei capire su cosa si fondano quelle dei grillini di tutto lo Stivale (a partire dal Senato fino all’ultimo squisito, fanatico, leone da tastiera presente nei social network): siete tutti dentro l’antimafia ed in possesso di informazioni riservate o siete semplicemente spinti da tifoseria cieca ed ignorante accanimento? Sicuramente farete di tutto per non far consultare pezzi come questo, ma sappiate che è proprio su di un terreno di questo tipo che si generano i mostri (e le stragi).

Di Matteo non è dato sapersi se potrà essere davvero l’erede di Falcone dal punto di vista del valore, del coraggio e dello spessore morale, lo potrà decidere solo la storia, ma intanto queste qualità sono messe in dubbio da chi, senza sapere una mazza e per opportunismo, di punto in bianco, ha iniziato a descriverlo per un arrivista, come una primadonna irritata per la mancata poltrona.Come Falcone, Di Matteo, è messo alla berlina ed infangato: il Magistrato assassinato da “menti raffinatissime” (citandone una frase), venne perfino accusato di farsi gli attentati da solo dalle stesse canaglie che poi lo applaudirono da morto. La Mafia fa fuori gli organi dello Stato quando sono già stati isolati, screditati agli occhi dell’opinione pubblica e nei gangli delle Istituzioni ed oggi i social hanno una eco di gran lunga superiore ai media tradizionali.
E’ alquanto singolare che proprio dai 5s, dalla ormai orgiastica piazza grillina (quella pentastellata se ne è già andata da tempo), cioè dalla massa informe col forcone dei social, si sia dispiegato il linciaggio del Magistrato, fino a un secondo prima adulato, corteggiato, servilmente encomiato. Notare che il PD non si è spinto a tanto, si è tenuto ben distante da questo invasamento collettivo, volgarmente scalciante e pericoloso per certi equilibri democratici. Concludo testimoniando di non aver digerito che il Ministro Alfonso Bonafede, dal Senato, abbia sentenziato la sua personalissima autoassoluzione: che certe esternazioni siano “inaccettabili illazioni”o meno, non lo decide lui! Ma proprio per questo è improcrastinabile che il Magistrato denunci penalmente i reati di cui sembra averci informato (a meno che, per motivi di cui non siamo a conoscenza e negli interessi del paese, stia aspettando il momento più opportuno per farlo).

Nino Di Matteo è un servitore dello Stato e, questo deve essere chiaro a tutti, non deve riconoscenza a nessuno, al contrario del Ministro che deve riconoscenza, e quindi coerenza, ai cittadini che, in base a certe regole e valori, lo hanno eletto una seconda volta.

9 replies

  1. Certo che passare da Giuliano Vassalli e Mino Martinazzoli a sto ex deejay la botta e’ forte neh, caro Giannini .
    Povera Patria ! quante ne ha viste e quante ne vedra’ ancora , temo .

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    • Noooo, non facciamo i Furbi siamo passati da Mastella a Alfano e poi Orlando.

      Bonafede tutta la vita a sto punto

      L’articolo per altro parte subito con una Bufala grossa come una bufala appunto
      e cioè che Bonafede avrebbe detto che bisognava dimettersi sulla base di un sospetto.
      Ma detta sta cosa.

      Piace a 1 persona

  2. Falcone purtroppo non ha eredi, è stato un unicum in un mondo di mediocri, che poi cavalcando morti eccellenti, hanno avuto sfolgoranti carriere.
    Il segnale può esserci stato ma è sicuramente un segnale la mossa del capo dell’antimafia.
    Oltre non voglio aggiungere, è un campo minato nel quale addentrarsi è estremamente arduo.
    In questo sciagurato Paese, la Magistratura è sempre stata una casta intoccabile autoreferenziale, le cui correnti si sono sempre esibite in una guerra tra bande, che ha causato i noti disastri.
    Gli ultimi accadimenti non svelano nulla di essenziale, aumentano solo dubbi e perplessità ed il CSM, somiglia sempre maggiormente ad un cesto di pericolosi aspidi.
    Risibili le argomentazioni di Bonafede, Ministro scarso per usare solo un eufemismo.
    Ma non si può cavare sangue da una rapa!

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  3. Articolo impeccabile.
    Molti grillini incominciano a farmi un po’ schifo.
    Hanno utilizzato dei valori per andare al potere. I valori piano piano si affievoliscono e rimangono solo le facce da culo di questi incapaci opportunisti che anche io ho contribuito ad eleggere.
    Tirare merda su Di Matteo per difendere la nomina degli amici di Palamara.
    Altro che “inaccettabili illazioni”.
    Sono stati scarcerati centinaia di boss e chi hai messo a capo del Dap lo abbiamo visto tutti, buffone. Andatevi a rivedere le giustificazioni di Basentini al telefono: patetiche!

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  4. Tanto pour parler, un 5s pentito è sempre meglio di un 5s tetragono. 😁
    Fatta questa dubbia battuta, mi viene da dire che ho conosciuto Craxiani pentiti, Berlusconiani pentiti e Renziani pentiti.
    Molti pentiti anche 3 volte,ma sempre disposti a reiterare l’errore.
    Ma quando finirà in questo Paese, la moda di innamorarsi sempre di qualcuno che con promesse e finta volontà di cambiare, accalappia milioni di persone?
    Non credo sia oltremodo difficile non farsi abbindolare, basta esercitare quello che molti hanno definito un’arte, il dubbio!

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  5. mi risulta che la lega abbia piazzato alla giustizia tale Castelli, nientemeno che un…architetto!..e vogliamo linciare bonafede,,ma per piacere!

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