Andrea Scanzi: “Gli artisti che ci fanno divertire e appassionare” (Una polemica sul nulla)

(Andrea Scanzi) – Faccio teatro da 10 anni, di date ne ho fatte più di 300 e il palco lo conosco benino. Poi mi potete chiamare giornalista, scrittore, artista, intellettuale, figo, cazzaro (io preferisco le ultime due) e non me ne frega davvero nulla. Le etichette, di per sé, sono idiote. Lo insegnava anche Gaber. Mi interessa molto più questa polemica, di rara inutilità, nata attorno alle parole di Conte sugli “artisti che ci fanno divertire e appassionare”.

Molti si sono sentiti sminuiti: oh, ragazzi, ma che problemi avete? Se mi dite che questo governo sta facendo pochissimo per teatro, musica e cinema, sono d’accordo. Lo scrivo da febbraio, ho postato più volte riflessioni di artisti preoccupati (per esempio il chitarrista Giuseppe Scarpato) e mi sento come voi (teatralmente parlando) ultima ruota del carro: fortuna che non faccio “solo teatro”, altrimenti in questa fase sarei alla canna del gas. Ma prendersela per la frase di Conte sugli artisti, è semplicemente delirante.
Premesso che ieri non ha detto solo “divertire” ma anche “appassionare”, che verbo avrebbe dovuto usare per non farvi adirare? “Emozionare”? “Coinvolgere”? “Sucare”? Come ha scritto Davide Valfré: “Se sei un artista e ti offendi se ti dicono che diverti e appassioni, forse ti devi fare qualche domanda”. Non solo: se ti offendi, probabilmente neanche conosci l’italiano. “Divertire” non vuol dire “ammazzarsi dal ridere” (e se anche lo volesse dire, non sarebbe certo un insulto). “Divertire” ha a che fare saper coinvolgere, inducendoti ora al riso e ora alla riflessione. Davvero molti, da ieri sera, si stanno infervorando per una simile polemica sul nulla? Quando a fine spettacolo mi dicono “grazie, mi sono divertito”, io non mi offendo: casomai ringrazio. Sentitamente.

5 replies

  1. Scanzie è da quando è nato che è in teatro a fare il pagliaccio anche se vorrebbe spacciarsi come analista politico ma in quell’ambito è quello che ha sbagliato tutte le previsioni che ha prodotto su carta e in video. memorabile la tesi del covid simil-influenza mentre ieri da carta bianca ha fatto il talebano della chiusura ad oltranza con Cacciari che lo ha sbertucciato come si merita. Poi da perfetto parvenu ha tentato di fare una lezione sull’importanza dei social a “niente popodi meno che” a Cipriani , un aristocratico signore di 88 anni, patron dell’Harris Bar di Venezia (oltre che di altri 28 ristoranti stellati sparsi per il mondo ) Sembrava una pulce che si crede Cassius Clay e fa pugilato contro un elefante. Una vergogna pandemica peggio della volta che vaticino’ la vittoria al referendum costituzionale di Renzi (già perché ora dice peste e corna di Renzi ma a suo tempo era il più assiduo leccatore di terga renziane).Uno sfacelo insomma !

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    • In effetti il pianto greco di Cipriani, il cui fatturato si basa sui famosi caffè al prezzo di un pranzo, mi ha intenerito. Povera stella, come farà a riaprire.

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  2. Giusto….divertire e appassionare …. Non so quali altri sinonimi si potevano utilizzare per poi ricondurci a divertirci ed appassionarci. Se ridi ti “diverti’ se ti commuovi se ascolti se ti emozioni ti “appasioni”
    Quindi non capisco qual è il problema di quelli che si fossilizzano sulle parole sarà perché sono apatici e anche ignoranti. …

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